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Il Settenario della Addolorata

Ogni sera, dal venerdì precedente la Domenica di Passione al giovedì che precede la Domenica delle Palme, nella chiesa di S. Stefano si svolge il rito del “Settenario” in onore della Beata Vergine Addolorata.
La liturgia è abbastanza simile a quella eseguita nei primi quattro venerdì di Quaresima.
Alla celebrazione della Messa, fa seguito la contemplazione di ciascuno dei sette dolori, alternati dall’ esecuzione di canti melodici, i cui testi di autori ignoti furono musicati nella seconda metà dell’ Ottocento da musicisti molfettesi, quegli stessi che hanno composto buona parte del repertorio delle Marce funebri (Giuseppe Peruzzi, Vincenzo Valente, Saverio Calò e Sergio Panunzio). I brani sono interpretati da confratelli cantori e da professionisti locali.
La liturgia ha termine con il Salve Regina e con la recitazione del “De Profundis”, in memoria dei Confratelli defunti.
Una singolare consuetudine legata al rito del “Settenario”, è la cosiddetta “vestizione” della Madonna.
Alla vigilia della Pia pratica, nella chiesa di S. Stefano chiusa al pubblico, avviene la sostituzione dell’abito che solitamente adorna la statua dell’Addolorata con uno di maggior pregio riservato per l’occasione.
A tale atto devozionale attendono esclusivamente le amministratrici della Pia Unione Femminile e le mogli degli amministratori, in presenza di alcune consorelle che pregano e recitano il Rosario. È fatto divieto assoluto agli uomini di presenziarvi.
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- Testo tratto dal sito dell' Arciconfraternita di S. Stefano.
- Foto a cura del dott. Franco Stanzione.
N.B. - Tutte le foto provengono dall' archivio privato del dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

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